Concorso “Arte solidale”

Il giorno 19 maggio a Palazzo Gradari di Pesaro, la classe 2°B del Liceo Artistico “Nolfi Apolloni” ha ricevuto il “Premio per la ricerca artistica e concettuale” in occasione della quinta edizione del concorso regionale “Arte solidale”, indetto dalla  onlus Piattaforma solidale ODV ETS-Pesaro. “Un mondo solidale e inclusivo, contro ogni forma di violenza nei confronti dell’ambiente generata dalle attività umane, compresa la guerra” era il tema proposto per l’anno 2026. Nei mesi precedenti gli operatori di Piattaforma Solidale hanno tenuto tre incontri propedeutici a scuola, per sensibilizzare i ragazzi sul tema della solidarietà e dell’ambiente.

L’elaborato con cui la classe 2°B ha partecipato al concorso artistico, è frutto di un lavoro collettivo dove i disegni e gli sfondi pittorici realizzati dagli alunni sono stati ricomposti attraverso un collage digitale. Il titolo scelto dalla classe è “Eclissi”, termine simbolico che indica la distruzione della natura e la sua forza di resilienza e rigenerazione dopo l’incidente di Chernobyl del 1986, di cui quest’anno decorre il triste 40° anniversario. L’immagine è divisa in due, come una finestra a due ante che affaccia su due spazi temporali diversi. La suddivisione è evidenziata anche dai colori e dalle tecniche usate, carboncino e grafite per i primi soggetti ispirati a forme vegetali e pastelli colorati per i secondi. Anche gli sfondi pittorici evidenziano l’assenza di vita del 1986 e la rigenerazione del mondo vegetale nel 2026.

“Un mondo solidale e inclusivo, contro ogni forma di violenza nei confronti dell’ambiente generata dalle attività umane, compresa la guerra”.

Nel nostro elaborato intitolato “Eclissi” abbiamo voluto rappresentare la visione delle piante come esseri intelligenti capaci di coesistere nonostante le gravi calamità che affrontano ogni giorno, a causa dell’intervento dell’uomo.

Abbiamo ripreso l’accaduto tragico di Chernobyl, dove le piante e gli esseri viventi sono stati danneggiati anche geneticamente, per colpa delle gesta dell’umanità, causando nelle zone limitrofe la devastazione di boschi che, prima di morire, cambiarono il loro colore naturale a causa della radioattività, divenendo così “Foreste Rosse”.

La nostra classe si è impegnata nella realizzazione di un ambiente diviso nei due momenti temporali, il 1986 e il tempo presente 2026. Ispirandoci al quarantesimo anniversario del disastro di Chernobyl, abbiamo rappresentato la cura che è il tempo in cui l’assenza dell’uomo ha permesso il rifiorire della natura, in questi ambienti ormai isolati.

1986

Il prima, è composto dalla distruzione feroce dovuta all’accaduto devastante, lo sfondo è stato realizzato prendendo spunto dalle fotografie mozzafiato di A. Tondeur, i cui elaborati vengono creati attraverso le impronte luminose rilasciate dalla radioattività contenuta nella vegetazione di Chernobyl.

Abbiamo poi raffigurato le piante presenti in questo ambiente prevalentemente con la tecnica del carboncino, questo per creare un parallelismo tra il nero del carbone e il colore dei tronchi degli alberi morti. L’unico tocco di colore è l’arancione che ricorda le foglie delle “Foreste Rosse”.

2026

Il dopo, raffigura il presente e la resilienza delle piante nella loro capacità di rigenerarsi adattandosi all’immensa violenza subita. Con colori raggianti abbiamo composto questa vegetazione caratterizzata da piante rigogliose e in fiore.

Per i soggetti principali, presenti nei due spazi temporali, si è preso spunto dalle fotografie di Karl Blossfeldt , scattate nei primi del ‘900.

I disegni e gli sfondi realizzati dalla nostra classe, sono stati poi scansionati e rielaborati attraverso un montaggio digitale.

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